NELLA SCUOLA DELLA SPERANZA. La parola agli asini professori in una favola di oggi.

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Se ai vostri bambini piace scoprire un segreto, e la risposta è sicuramente sì, accompagnateli sotto l’ombrellone o al riparo nel verde e, a bassa voce, dite loro che in una baia nascosta della Corsica, ebbene sì, c’è una scuola bellissima. Per scoprire cosa succede là al raduno per la prima lezione dell’anno, aprirete con loro le pagine di un libro quadrato, bello ancor prima di sfogliarlo, per le illustrazioni di Anna Luraschi, che in copertina fa ballare l’asino a zampe per aria su un banco in mezzo al prato. È “La scuola degli asini”, di Marino Muratore.

Ci sono anche muli e bardotti, laggiù, e asini dalle terre di tutto il mondo, perché, innanzitutto, qui si parla di inclusione e rispetto delle diversità, quali che siano. Brigitte la romantica sogna ad occhi aperti, Onagro il saggio ha paura di quello che non conosce, Hang Kiang è timido e silenzioso, ma ha avuto il coraggio di fuggire dai cacciatori e approdare alla costa europea dopo un viaggio al limite della sopportazione, come è per lui il caldo della Corsica, abituato alle zone più fredde del Tibet. Ma lì vorrà aprire una scuola, e accetta il sacrificio pur di imparare.

Non solo gli asini studenti, ma anche i somari professori, naturalmente, si distinguono per le individuali caratteristiche, per le debolezze e le virtù. Il vecchio Lucio non sa pronunciare la zeta, e saluta ragassi e ragasse ringrasiando la signora Enrica, che ha donato loro il cascinale che ospita la scuola; la direttrice Minou è severa, tiene al rispetto delle regole, ma…

E così, poiché alla Scuola degli asini è costume che i professori si presentino raccontando la propria storia di vita, i capitoli di questo bel libro si susseguono portando vicende di storia asinara, di somari di ogni razza che esprimono le proprie fatiche e le gioie, le difficoltà e i motivi di gratificazione. Un inno al rispetto di sé e degli altri, posto in bocca agli asini, che ammiccano al lettore.

Come per tutti i libri illustrati che si rispettino, disegni e testo concorrono alla magia del percorso della favola (peraltro ricca di spunti alla realtà), per raggiungere l’apice di questa felice intesa nelle due pagine finali, che si colorano di un intenso blu notte, aiutando le parole, ora scritte in bianco, a farsi portatrici di un’atmosfera da sogno. Parole che concludono la storia parlando di amori nascenti, e soprattutto di un traghetto che riporta gli allievi asini verso le proprie case, con un nuovo progetto di vita e tanta speranza. Lontano, stanno suonando le campane tibetane.

Marino-Muratore

Marino Muratore attualmente lavora presso la biblioteca per ragazzi “Edmondo De Amicis” di Genova, organizza attività didattiche in scuole e musei e conduce corsi di scrittura. Ha svolto funzioni dirigenziali per Servizi Sociali, Sanitari ed Educativi per il Comune di Arenzano. Per un anno ha vissuto in una comunità gandhiana in Francia. Ha pubblicato molte fiabe illustrate e si è occupato di accoglienza dei bambini stranieri presso famiglie della medesima cultura.

Gli asini li conosce bene e li ha molto frequentati, come si evince dai ringraziamenti a termine del libro.

Che, significativamente, riporta in appendice gli estratti delle Carte dei Diritti dei Bambini e degli Animali.