L’URGENZA DI DIPINGERE UN ASINO. Ospiti nell’Atelier di Nadia Torchia

Ciuccio

Cola colore. O forse è una nuvola, o fumo, chissà. Ma l’effetto è quello di un sogno, mentre disegnando per lei il fluido danza in home page sul sito di Nadia Torchia, guardare per credere: www.nadiatorchia.it

Ed è stato innanzitutto lì, su quel sito così bello (realizzato da Nadia Kasa, tra Nadie si sono intese) che abbiamo immediatamente apprezzato i suoi dipinti: gli astratti, i fiori, i ritratti, i paesaggi. Ma soprattutto gli animali, e particolarmente quegli sguardi e posture di galli, galline, gufi e pavoni. Magistralmente fissati nella materia dei colori.

galli a terra 2  cavallo

Non poteva, da qui, che scaturire la domanda: avrà mai dipinto un asino? E la voglia di chiederglielo subito, e di andare a vederli da vicino, quei quadri.

Così è stato, e mentre ci si metteva d’accordo su giorno e orario Nadia Torchia, stimolata da quella domanda, stava già tratteggiando su un foglio, per la prima volta, qualche curva asinina.

schizzi 1

“Ho sentito l’urgenza di vederlo, quell’asino, e di dipingerlo subito”, ci dirà accogliendoci nel suo studio di viale Suzzani a Milano, Arte 273. Gli schizzi nel frattempo erano diventati ritratti su tela. Come per tutti senza cornice, “perché siano liberi”.

atelier

La grande stanza è colore, colore dappertutto, vibra di tensione creativa, e vi si affacciano occhi, becchi, giardini. E, ora, gli asini. Ci mostra tutto, stende tele a terra, srotola e riavvolge, e intanto racconta.

srotola  nadia e galli

tavolo  astratto

Gli asini, Nadia, mica li conosce bene. Ricorda a malapena qualche incontro, forse. Ricorda, ahimè, i racconti di famiglia, di quando l’asino, per essere spronato a lavorare nel campo, veniva torturato con una sigaretta accesa. Terribile da ascoltare, questa storia ci riporta ad una pratica che leggiamo nell’ignoranza del tempo, quando anche la pedagogia non censurava atti di violenza. E chissà che questa urgenza di dipingere il suo asino Nadia non l’abbia sentita anche per restituire a questo animale l’amore che merita.  Ora è lì, in due versioni. Una prima più “didascalica”, di un ciuchino con le orecchie forse ancora un po’ corte, “più da mulo”, ha evidenziato qualcuno. E una che rivela un’interpretazione più personale ed intima, eseguita successivamente.  Un’evoluzione.

Un musone allungato verso il visitatore, un tratto grigio, orecchie ora lunghe. L’asino di Nadia.

l'asino  Nadia ritratto