UN POMERIGGIO AL RIFUGIO MILETTA. Dove agli animali è restituito il futuro

 rifugio miletta- Twenty 

“Esiste un luogo in noi dove secoli di pregiudizi hanno seppellito la compassione, ma se ci lasciamo attraversare dal loro sguardo, sentiamo tutto il peso di una civiltà fondata sullo sfruttamento di individui capaci di patire, vittime di una violenza istituzionalizzata. Se lasciamo che i loro occhi ci guardino, proviamo un forte imbarazzo per il genere umano e per tutte le sue nefandezze”

Con queste parole si apre il sito del Rifugio Miletta, un luogo di meritata pace per i tanti animali (130 circa, al momento) lì ospitati, salvati, amorevolmente curati.

rifugio miletta- Alessandra

Sono parole di Alessandra – fondatrice insieme a Giorgio di questo angolo di serenità per le vittime degli orrori ed errori umani  – che ha aperto ad Asiniùs le porte del Rifugio, nel verde di Agrate Conturbia (Novara)

… “Allatto quattro agnelli e arrivo!” ci dice mentre sparisce con un sacchettone pieno di bottiglie di latte dietro una porta, lasciandoci in compagnia di pecore, cani, capre, cinghiali e della splendida Twenty, l’asina di 5 mesi che vedete nella foto d’apertura. Intanto, un gatto al sole ci guarda distrattamente dal balcone della casa.

rifugio miletta- Maiale rifugio miletta- cinghiali

Sguardi, appunto. Che qui oltre al dolore passato, che non sempre si cancella, rivela la gratitudine, insieme ad un comportamento che finalmente può diventare amico anche degli umani.

Il Rifugio è anche un Centro di Recupero per Animali Selvatici (CRAS) che vive grazie a donazioni di privati, un contribuito pubblico di 7500 euro l’anno e i proventi delle adozioni a distanza. Di soldi ne servono tanti: Alessandra, Giorgio, l’aiutante fissa Federica e i volontari che si alternano ogni giorno fanno il possibile per la cura degli animali e dell’ambiente (ben 5 ettari di terreno, e non abbiamo visto una cacca… ma come fanno?), ma ci sono le spese veterinarie (spesso molto ingenti a causa delle gravissime condizioni in cui arrivano gli animali), il cibo, e – cosa molto importante –il soccorso è garantito, direttamente da loro, 24 ore su 24.

rifugio miletta- panorama

Tra i benefattori, due veterinari della Clinica Neumann di Lainate: Noemi Mandelli e Nico Tavian, che offrono la prestazione professionale gratuitamente agli ospiti del Rifugio.

Se per Twenty i guai sono cominciati, diciamo così, in famiglia (la mamma, non si sa bene perché, forse per una propria condizione di disagio, l’ha rifiutata, causando una poliartrite da mancanza di colostro), e se Babette per sua fortuna è nata al Rifugio, gli altri tre asini che vivono al Miletta hanno alle spalle storie diverse: Romina, di 15 anni, salvata dal macello da Alessandra ancor prima dell’apertura del Rifugio, è affetta da laminite; Babalù, 5 anni, stava per diventare carne per l’alimentazione umana e il suo coetaneo Bartolo arriva da una storiaccia di maltrattamento estremo. Ora si godono la tranquillità di una vera vita da asini, liberi di correre, interagire con gli altri animali o, come spesso accade a questo piccolo branco, di starsene per i fatti propri.

rifugio miletta- asini

Chi non può stare troppo a riposo invece, è proprio Alessandra che, mentre ci accompagna, riceve e fa, tra belati e grugniti, le telefonate necessarie a  gestire in emergenza la sorte dei cinghialetti rimasti orfani a Biella per mano umana (la questione è tuttora in fase di chiarimento) e destinati inizialmente ad un’azienda che ne avrebbe fatto salami. Almeno la sorte dei sopravvissuti, poiché – mentre scriviamo – tre di loro purtroppo non ce l’hanno fatta a stare senza il latte e le cure materne.

Queste sono le storie che gli umani del Rifugio Miletta devono ascoltare ogni giorno, per poi lavorare affinché le vittime possano dimenticarsele,  o almeno cercare di godersi il resto della loro vita finalmente lontani dai pericoli e dalla paura.

rifugio miletta- asini 2

Il Rifugio è, per ovvii motivi, una zona altamente protetta, ma sono previsti giorni di apertura al pubblico. La prossima visita è fissata per Sabato 6 aprile alle ore 15.30. È necessario prenotarsi e leggere le informazioni fornite dai gestori del Rifugio: entrambe le cose si possono fare accedendo a questo link. La visita è gratuita, anche se ogni donazione, anche piccola, è un aiuto utile e gradito.

rifugio miletta- porta

In cambio, un’esperienza molto profonda, soprattutto se vissuta nella consapevolezza che si andranno a trovare non genericamente capre, cani, maiali, mucche, asini, ma QUELLA capra, QUELL’asino. Ognuno con una propria individualità, un carattere, i suoi gusti. Ma tutti con gli identici diritti, come dovrebbe essere per ogni società degna di questo nome.