I DIRITTI DI CIUCHINO E I NOSTRI DOVERI. La consulenza di Claudia Taccani

Claudia Taccani con l'asino Grissino, ospitato presso Cascina Campi a Milano

Claudia Taccani con  Grissino, ospitato presso Cascina Campi a Milano

 

Vivere con gli asini, così come è per tutti gli animali cui chiediamo di stare con noi, oltre ad essere una scelta di crescita, un arricchimento, un’occasione per rendere la nostra esistenza più piena e felice, comporta naturalmente un’assunzione di responsabilità. Portiamo gli animali nelle nostre case, nel nostri spazi umani, e oltre al rispetto loro dovuto c’è la necessità di conoscere le norme che determinano i loro diritti e quelli degli umani con cui entrano in contatto.

Abbiamo dunque il grande piacere di ospitare oggi su queste pagine un’intervista a Claudia Taccani, alla quale rivolgiamo ipotetiche ma verosimili domande di altrettanto ipotetici proprietari di asini.

 

Claudia Taccani è avvocato del foro di Milano e responsabile dello Sportello Legale OIPA Italia ONLUS – Organizzazione Internazionale Protezione Animali (www.oipa.org ) – e si occupa da tempo di tutela dei diritti animali.

È co-fondatrice di Animal Law, Associazione no profit (www.animal-law.it) che promuove leggi eque per gli animali, e per l’associazione  ricopre il ruolo di responsabile formazione.

Autrice insieme ad Edgar Meyer di “Quattrozampe in Tribunale, Storie di animali e uomini alle prese con la legge” (Stampa Alternativa, 2010) ha scritto numerosi articoli sulla tutela degli animali, per importanti testate giornalistiche.

È conduttrice televisiva di diverse rubriche, tra cui “Zampe Pulite” su Telecolor, “Dalla loro parte” nel programma L’Arca di Noè, nonché “Diritto & Rovescio” per Amici Animali TV.

 

Oggi però è tutta per noi! Dunque, cara Claudia…

 

Il mio asino vive vicino ad abitazioni private. Raglia più volte al giorno, per motivi diversi (saluto alle persone amiche, attesa cibo, richiamo verso altri asini). I vicini si lamentano e vorrebbero il suo allontanamento: sono tenuto a trovare una nuova sistemazione per Ciuchino?

Assolutamente no, l’asino come ogni “altro-animale” ha diritto di ragliare seguendo la propria natura. Se detenuto regolarmente e, pertanto, nel rispetto di eventuali leggi locali che impongono distanze e/o modalità di detenzione rispetto alle abitazioni, non vi è motivo di obbligare il nostro equide a cambiare casa. Soltanto rumori che vadano al di là di una normale tollerabilità, quindi costanti ed elevati, possono essere fonte di responsabilità.

Pamela, la mia asina, vive in stalla in una zona periferica semiurbana. Posso liberamente condurla a passeggiare nel vicino parco comunale?

Gli asini, come cavalli e pony, sono classificati come “animali da sella” (anche se non la facciamo indossare mai!) e, pertanto, è necessario seguire regole di condotta in passeggiata. Il Codice della Strada disciplina la conduzione dell’animale da sella così come ogni Comune ed Ente parco può dettare regole e/o esclusioni per la circolazione con questi animali su determinate strade o aree. Così, per esempio, il regolamento del Parco e della Villa Reale a Monza, prevede che per poter esercitare l’attività ippica, per esempio la passeggiata con il cavallo, è necessario essere muniti di permesso che verrà rilasciato dall’amministrazione e, in tal caso, l’indicazione dei percorsi da seguire. Ancora, il parco delle Groane, prevede che l’attività di equitazione – nella quale ben può rientrare l’asino – è consentita esclusivamente sulle piste sterrate, sui prati a lato di piste ciclabili e pedonali, soltanto previa autorizzazione dell’amministrazione parco. Per essere pratici, prima di accedere a un parco con il nostro asino accertiamoci del regolamento vigente per poter tenere una condotta corretta.

I miei asini vivono in montagna su un ampio terreno di mia proprietà, ma non recintato. Sono tenuto a costruire un recinto? Quali sono le mie responsabilità nel caso allontanandosi raggiungessero il centro abitato?

Si suggerisce di costruire un recinto per delimitare lo spazio dove i nostri asini vivono, liberamente, all’interno della nostra proprietà. Oppure controllare il relativo spostamento onde evitare che possano allontanarsi da noi. Questo sia per garantire la relativa sicurezza che per evitare che gli stessi possano arrecare qualsiasi danno, per esempio attraversando la strada e causando un sinistro stradale. Per legge, infatti, il proprietario o il possessore che “fa uso” di un animale è responsabile per eventuali danni cagionati dallo stesso, anche in caso di smarrimento o fuga. In pratica è bene tenere controllato il nostro asino, con ampio recinto o altro metodo idoneo e sottoscrivere un’assicurazione per responsabilità civile in caso di danni cagionati da “animali da sella”.

Vivo in campagna e amo passeggiare con i miei asini. Posso farmi seguire senza l’obbligo di tenerli alla longhina?

Ahimè, per legge, poiché siamo responsabili per eventuali danni cagionati dal nostro animale – asino , cane, gatto ecc. – è doveroso tenerli alla longhina anche se il nostro asino è abituato a seguirci. Questo anche per rispettare il codice della strada e i vari regolamenti dei parchi che dispongono sempre, per tutelare l’incolumità pubblica e la sicurezza degli stessi animali, la detenzione sicura del nostro equide.

Florinda, la mia adorata ragusana, si ciba dei rami che sporgono nel suo recinto dall’albero di proprietà del vicino. Questi se ne è lamentato: la mia asina può considerarli suoi, se occupano il nostro spazio privato?

Applicherei il codice civile in materia di rami che sporgono nel giardino del vicino: quest’ultimo ha il diritto di chiedere al proprietario dell’albero di tagliare i rami che sporgono sul terreno e, in caso di inadempienza, a ricorrere all’autorità giudiziaria. In poche parole, se ci sono dei rami che protendono nella nostra proprietà ad altezza asino, il proprietario dell’albero ha poco da lamentarsi essendo obbligato, se noi lo richiediamo, a tagliare i medesimi.

Camminando con il mio asinello sardo Gavino su strada secondaria percorribile anche in macchina, qualche giorno fa un’auto si è avvicinata all’animale a velocità sostenuta, spaventandolo. L’asino, che tenevo alla corda, è scappato facendomi cadere e ho riportato una frattura. Si può imputare all’automobilista la responsabilità del danno che ho subito?

In linea generale si. Infatti, per legge, si è responsabili se si “aizza o spaventa animali, in modo da mettere in pericolo l’incolumità delle persone” e, ancora, come impone il codice della strada, il guidatore deve ridurre la velocità, a seconda della situazione in cui si trova, per evitare pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose. Pertanto, tale comportamento, già passibile di sanzione pecuniaria, cagionando un danno fisico al proprietario dell’asino tenuto con longhina, rende il conducente dell’autovettura responsabile anche per i danni subiti da quest’ultimo.

I miei vicini di casa hanno installato – per propria sicurezza contro i malviventi – lampioni la cui luce arriva ad illuminare durante le ore serali la stalla dei miei asini Gic e Giac, modificando così il ciclo naturale giorno/notte, con forte disagio per gli animali. Posso chiedere lo spegnimento dei lampioni?

Sicuramente il diritto di proprietà e la relativa difesa è tutelato per legge. Tuttavia, se si dimostra che tale luce arreca un danno al benessere psico fisico degli animali, ben potrebbe legittimare il relativo proprietario a chiedere, prima bonariamente e, in caso di esito negativo, con specifica azione legale, una modifica degli strumenti utilizzati per tutelare la casa come, per esempio, l’installazione di altri sistemi di sicurezza e\o di luci che si accendano soltanto al passaggio di persone. In sostanza cercare di bilanciare entrambi gli interessi: la tutela della proprietà ed il benessere degli asini.

 

Per contatti e richiesta di consulenza: https://www.oipa.org/italia/sportellolegale/