LA LAMINITE: L’importanza del pareggio naturale Rubrica a puntate su miti e leggende della più temuta patologia dello zoccolo (Sesta puntata)

 

daniele per puntata laminite 6

 

E se malauguratamente la diagnosi è proprio quella? Il ruolo del pareggiatore naturale diventa decisivo. Qui Daniele Corsi ci spiega cosa succede quando il professionista arriva per curare lo zoccolo del nostro asino, quando con preoccupazione e dolore guardiamo la zampa sollevata e vorremmo avere la bacchetta magica per far sparire ogni sofferenza. Sapere cosa sta facendo il pareggiatore, come e perché muove i suoi attrezzi sul piede del nostro amato animale è utile e di conforto. Uno scambio di fiducia a tre. Daniele ce lo spiega oggi, ricordandoci come sempre anche il nostro compito: dopo aver chiesto l’intervento dell’esperto, impegnarci a fornire all’asino le possibilità di autoguarigione che conosce. Dare il giusto spazio insomma, e come sempre, anche a Madre Natura. 

 

Chi ha letto le puntate precedenti dovrebbe a questo punto aver ben compreso cosa fare e non fare per scongiurare un attacco di laminite e cosa fare e non fare durante un eventuale attacco acuto. Mettiamocelo nel cassetto e passiamo ora la palla ad un professionista delle cure naturali dello zoccolo (pareggiatore), che con coltello, raspa e tenaglie saprà come trattare i piedi dolenti dei nostri amici ungulati.

Come già detto la laminite, tecnicamente, è il distacco dello zoccolo dall’asino, causato da una infiammazione delle lamine. Durante questo “scivolamento” della capsula cornea, la terza falange, che ha sede all’interno della stessa, perde il suo allineamento con l’angolo della muraglia e si ritrova in una posizione anomala, più verticale, cominciando, con il peso dell’asino, a spingere sulla suola dall’interno, con indicibili sofferenze per l’animale.

Settimana dopo settimana lo zoccolo crescerà deformandosi, assumendo la tipica forma a “scarpa di Aladino”, che scientificamente non vuol dire nulla, ma rende bene l’idea. La parte posteriore dello zoccolo, i talloni, cresceranno più alti del normale, sollevati dalla posizione interna della terza falange, mentre la punta scivolerà inesorabilmente in avanti a causa di una connessione laminare che non tiene più.

Se vado troppo sul tecnico fermatemi.😉

Il lavoro che il pareggiatore professionista dovrà fare sarà maggiormente quello di tagliare i talloni, abbassandoli quanto più possibile, per cercare di ridurre al minimo l’angolo di incidenza della terza falange sulla suola e con esso, da subito, anche gran parte del dolore che l’asino sta provando. Inoltre, dovrà avere cura di ripristinare, per quanto possibile, le informazioni corrette portate dalla muraglia al cercine coronario, l’organo addetto alla produzione del corno di cui è fatto lo zoccolo, in modo che lo zoccolo stesso possa pian piano recuperare la sua forma.

Non sottovalutiamo, quindi, l’importanza del pareggio naturale di fronte ad una situazione di emergenza da laminite! Zoccoli aiutati a lavorare naturalmente e indirizzati nelle varie fasi della malattia (prima, durante e dopo) riusciranno più facilmente a liberare il loro potere di auto guarigione e recuperare più in fretta lo stato di salute ottimale. A costo, beninteso, che all’asino venga data la possibilità di utilizzarli (movimento).

Nella prossima e ultima puntata impareremo a progettare un paddock anti-laminite.