SLOW BRAND FESTIVAL 2018. E anche l’asino fa la sua parte

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Pensare lento, muoversi senza fretta, fermarsi e meditare, cogliere i dettagli. Ma anche trovare il tempo per tentare comportamenti migliori, personali o aziendali, per avvicinarsi alle idee di sviluppo sostenibile, di economia giusta, di protezione della terra e degli umani.  Tutto questo, per i lettori di questa rivista, non solo riporta immediatamente ai quadrupedi ai quali siamo legati, ma è spesso stile di vita, impegno costante, o almeno ricerca.

La via slow è oggi indagata su diversi fronti, ma il nostro caro asino ne resta protagonista sempre. Accade infatti anche tra le righe di Slow Brand Festival, giunto alla sua quarta edizione e ospitato a Milano il prossimo martedì 29 maggio in una bella villa in mezzo agli alberi di un giardino storico.

Ideato da Patrizia Musso, direttrice di Brandforum.it, il Festival – che dà voce a rappresentanti delle due macroaree “Brand, Turismo & Territorio” e “Brand, Cultura & Organizzazione Aziendale” (sì, si può essere lenti, etici e vincenti sul mercato) si lega ogni anno alla Giornata Mondiale della Lentezza, promossa dall’Associazione L’Arte del Vivere con Lentezza fondata da Bruno Contigiani.

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E qui arriva l’asino (e non casca, anzi). L’illuminata  Luisella Trameri, dell’Associazione Orecchie Lunghe e Passi Lenti di Collemontanino (Pisa), sin dal primo anno ha deciso di appoggiare l’iniziativa di Vivere con Lentezza proponendo lo stesso giorno una passeggiata con gli asini. Quest’anno, lo scorso 7 maggio, ha dedicato quattro ore al cammino di genitori e bambini, questi ultimi accomunati da una diagnosi di iperattivismo.

“Con l’occasione – ci racconta – si porta particolare attenzione al movimento lento e invitiamo i genitori al risveglio di una lentezza consapevole. Loro camminano con più presenza e sono i bambini a fermare i genitori durante il percorso, invitandoli a guardare dettagli di quel Regno che scrutano intorno…”.

Perché questo potesse avvenire nel migliore dei modi, Luisella ha avuto un’idea bellissima: dotare i bambini – curiosi per natura – di lenti di ingrandimento. In questo modo, stimolati anche nella manualità, hanno potuto sperimentare la concentrazione, e chi sulle ghiande chi su un filo d’erba, molti sul muso, le orecchie e anche le narici degli asini, hanno guardato da vicino, intenti, nel tempo ritrovato. “È un cambio di prospettiva”, sottolinea. E l’iperattivismo in quel momento era cosa dimenticata.

alessio e la lente

“Accontentatevi di essere semplicemente al fianco degli asini che incontrerete qui come uno di loro. Un passo dietro l’altro, recuperando il piacere di essere liberamente asini” sono le belle parole che leggiamo nella locandina dell’evento.

In queste famiglie – che già frequentano l’Associazione e che appartengono ad un piccolo gruppo creatosi nell’ambito di un progetto regionale – l’iperattività dei loro piccoli a volte non permette di fermarsi e  soffermarsi. Alle mamme è servito per pensare Faccio sempre anche io tutto in fretta!

E Luisella va oltre: “Anche l’imbambolamento serve qualche volta! Qui camminiamo tra i boschi e arriviamo in un punto dove si vede Volterra… e allora sì che dici Ma perché devo sempre correre?”.

Ecco, correre. Sull’argomento pochi hanno potuto riflettere come Bruno Contigiani, che insieme a Patrizia Musso e Maria Luisa Bionda di 2B Research aprirà il Festival martedì.

Gli abbiamo chiesto di anticiparci i principali temi di riflessione:

“Tutto ciò sembra oggi far parte dell’idea di inserirsi in un trend. E a noi, che dal 1999 bazzichiamo in questa storia della lentezza, sembra che la logica sia quella di decidere di appartenere alla schiera di chi adotta un certo comportamento, o almeno dire che si vorrebbe avere quel comportamento.

Ma molte delle persone che enunciano questi buoni propositi  poi si comportano nei confronti della lentezza esattamente come fanno con il resto: vogliono la soluzione rapida se non immediata. Anche per diventare persone che rallentano. È una contraddizione stridente: ti chiedono Allora cosa devo fare? Tu rispondi Mah, io ho fatto così, e poi ci sono i 14 comandamenti, o meglio “comandalenti”… (gustateli qui) e ti senti rispondere Ma io non ci riesco!

Insomma vogliono avere ricetta pronta e immediata, sullo stile dei 7 chili in 7 giorni per intendersi, e quindi pretendono di fare in fretta a diventare lenti! Oltretutto dopo anni e anni che hanno corso come dei matti. Avvicinate in questo modo le cose non danno nessun risultato: non cercate di affrettarvi per rallentare. È però anche vero che il diffondersi di questo tema e il successo di questo Festival denotano che c’è una sensibilità crescente. Quello che bisogna evitare da parte nostra è diventare influencer, un termine di moda, che detesto. Sennò risulta che al posto di farti comperare la felpa ti vendo la lentezza. Invece noi tutti, e anche voi che state con gli asini, dobbiamo essere testimoni di quello che facciamo, non solo evocatori di un tema”.

Chiediamo a Contigiani se questa considerazione valga per lo più in una grande città come Milano, dove tutto è nato insieme alla vicina Pavia, o se sia percepibile ovunque.

“A Milano lo avverti di più, ma avverti anche la tendenza contraria. Milano è una città molto sensibile a tutto quello che si sta muovendo, ma secondo me la questione è generalizzabile. I piccoli centri, dove certamente si vive in modi e tempi totalmente diversi, continuano ad avere come parametro la grande città. Tutti si riferiscono, nel parlare del nostro Paese, alle grandi città, anche i mass media. L’Italia è fatta in buona parte di paesini, non di Milano, Genova, Roma e Torino. Parlare di quelle città non è parlare dell’Italia: è come quando fanno il meteo e ti danno il tempo di Roma e quello diventa il meteo nazionale. Il discorso riguarda anche altri paesi: l’India, la Cina, hanno come parametro gli Stati Uniti. Non presentano un mondo loro, diverso, e questo sta creando grandi squilibri, oltre alla distruzione del pianeta. A Jaipur ogni casa ha un condizionatore d’aria. Quando partono tutti insieme salta il sistema e ogni casa attiva allora un generatore per alimentare la corrente. E così, in una città vicina al deserto, che dovrebbe avere l’aria pulitissima, c’è un inquinamento che è terribile, ti fa bruciare gli occhi”.

Risulta evidente a questo punto come i passi lenti delle nostre scarpe di fianco a un asino e l’abbraccio muso/viso con loro possano innalzare il nostro pensiero a qualcosa che vola molto lontano e molto alto, e che riguarda temi sociali, politici, economici. Ecco perché si diceva che l’asino, trovandosi tra le righe del prossimo Slow Brand Festival, sarà in un luogo più che adeguato.

E intanto Bruno Contigiani, per pensarci un po’ su, questa domenica va a farsi una bella capra-sseggiata

 

Slow Brand Festival 2018 – #SBF018

29 maggio – ore 14.30/19.30

La Cordata – Via San Vittore, 49  Milano

Per informazioni: info@brandforum.it

Programma:

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