LA LAMINITE: QUESTIONE DI GRADI. Daniele Corsi su miti e leggende della più temuta patologia dello zoccolo (Terza puntata)

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Ed ecco, con il consueto brio, un’ulteriore lezione di Daniele Corsi alla comprensione della laminite.

Con una tiratina d’orecchie a noi, quando rimpinziamo i nostri asini di cibo sbagliato che “a loro piace tanto” .

 

Con l’arrivo della primavera, come ogni anno, ecco la laminite. Asini e cavalli “a rischio” nei pascoli in crescita esplosiva accusano il colpo metabolico di erba carica di zuccheri e “BENG!”, si infiammano le lamine, arriva il dolore.

Già, perché la laminite è una questione metabolica. Escludendo una ritenzione della placenta dopo il parto o il morbo di Cushing (che sono le altre due possibili cause), la laminite è sempre la conseguenza di uno scompenso metabolico in corso.

Pascolo a parte, la maggiore casistica di equidi laminitici si riscontra in quegli asini e cavalli viziati da proprietari troppo “generosi”, che per conquistare i propri animali si presentano sempre con ceste ricolme di ogni leccornia: frutta, pastoni, integratori, granaglie, carote a chili, scarti di verdura o peggio ancora pane secco sono tutti ingredienti che non c’entrano nulla con la naturale alimentazione degli asini e dei cavalli e che andrebbero aboliti dalla loro dieta.

“Ma a lui piace tanto!”. Anche a mia figlia piace tanto la cioccolata, non per questo la nutro con ovetti kinder. Se proprio volete portare una piccola sorpresa ogni tanto portate una carota. Guardate che amare i propri animali vuol dire anche essere umili al punto da essere disposti ad abbandonare alcune proprie errate idee e abitudini per il loro bene.

Ma torniamo a noi, perché ciò che in questa puntata mi preme ricordarvi è che la laminite ha cause alimentari ed è una malattia che colpisce tutto l’animale. Quando saremo certi che non è una patologia localizzata solo sullo zoccolo, saremo anche in grado di capire per logica che non la si può curare meccanicamente con i “famosi” ferri al contrario, o cercare di soffocarla con dell’antidolorifico senza eliminarne la causa.

Nelle prossime puntate vedremo come è possibile curare la laminite, conviverci, ma soprattutto come si può prevenirla. Per il momento vi basti pensare che è facile riconoscerne i principali campanelli d’allarme, primo fra tutti le classiche “cerchiature”.

Sono queste dei segni circolari che si presentano sugli zoccoli in senso longitudinale, paralleli alla corona e al terreno.

Nei casi di sofferenza laminare reiterata queste cerchiature si trasformano in solchi più decisi e cominciano a “colare” verso la punta della muraglia, proprio come il famoso orologio squagliato di Salvador Dalì (anche se del grande pittore non se ne vede un baffo).

PS: Se siete andati a verificare gli zoccoli dei vostri equidi e ora siete in panico, datevi una calmata e andate a rileggere la prima puntata di questa rubrica!