LA LAMINITE: QUESTIONE DI GRADI. Daniele Corsi su miti e leggende della più temuta patologia dello zoccolo (Seconda puntata)

 scarpe

Dato il successone di lettura (e chi poteva pensare diversamente?) della prima puntata non facciamo attendere troppo e grazie al Pareggiatore con la maiuscola possiamo già invitarvi al secondo articolo su un tema da tutti sentito come urgente.

Ecco a voi ancora Daniele Corsi, che entra nello specifico e ci mostra lo zoccolo affetto da laminite, facendoci capire perché è così dolorosa. E senza però mantenere una promessa…

Laminitic

Tutti sappiamo che nello zoccolo ha sede la terza falange dell’unico dito (per arto) che è rimasto ai nostri cari amici equidi. È già, per milioni di anni asini e cavalli avevano tre (e più) dita! In effetti lo zoccolo altro non è che la fantastica evoluzione dell’unghia del suddetto dito.
Ora andiamo all’interno dello zoccolo, con dentro la terza falange, parte della seconda, tessuti e compagnia bella. Come fanno queste strutture ossee a tenersi attaccata questa specie di tappo corneo, questa CAPSULA protettiva che è lo zoccolo, senza lasciarsela sfuggire via?
Immaginiamo di fare indossare alla terza falange un calzino in nylon in cui la parte esterna sia fatta di velcro. Ora tappezziamo la superficie interna della capsula cornea (lo zoccolo) con l’altra parte del velcro, perché possa attaccarsi saldamente al rivestimento della terza falange, una volta che quest’ultima vi sia posizionata all’interno… E il gioco è fatto! Non che lo zoccolo internamente sia davvero fatto di velcro, ma la CONNESSIONE LAMINARE agisce più o meno allo stesso modo. Le lamine “della parte interna” e le lamine “della capsula” si intersecano aggrappandosi meccanicamente tra loro e questa connessione viene resa ancora più resistente da potenti legami chimici che fanno si che lo zoccolo sia sempre, indissolubilmente attaccato all’animale. Almeno fin quando non subentra la laminite.
Già, perché l’infiammazione delle lamine indebolisce questi legami e le lamine stesse, che non riescono più a tenersi unite tra loro e non possono più garantire l’unione della capsula alle parti interne e alla terza falange. Come il velcro infangato delle scarpe di mia figlia che non si chiudono più, la connessione laminare cede e lo zoccolo comincia a staccarsi dall’animale. Ma prima che questo possa perderselo per strada come un maldestro podista, ci penserà il peso dell’asino (del cavallo ancor di più) a spingere la terza falange internamente contro la parte inferiore della capsula arrivando, nel peggiore dei casi, a bucare la suola dello zoccolo (lo SFONDAMENTO di cui parlavamo nel precedente capitolo).
Capito perché fa male?

Visto che in questa puntata non ho mantenuto la promessa, vedremo nella prossima da cosa è provocata la laminite. Forse.