LA LAMINITE: QUESTIONE DI GRADI. Daniele Corsi su miti e leggende della più temuta patologia dello zoccolo (Prima puntata)

Daniele 6 maggio 2016

Con grande piacere torniamo ad ospitare su queste pagine il più amato pareggiatore d’Italia, Daniele Corsi.

I lettori ricorderanno l’affascinante Diario dall’India pubblicato a puntate per un intero anno, a partire dal febbraio 2106… ci chiedevamo all’inizio di quel primo articolo: “Chissà. Chissà se quando è chino sullo zoccolo, mentre lima, gli passano davanti agli occhi ancora i colori del deserto, e ancora sente quel silenzio, o riascolta nella mente quel raglio che là scivola in uno spazio senza ostacoli”. Conosciamo la risposta, ma oltre ai bei ricordi Daniele, nel guardare centinaia di zoccoli ad ogni PareggioTour – il suo ormai notissimo giro per tutta Italia – ha potuto aggiungere agli studi iniziali un’esperienza forse ineguagliata. Esperienza che gli permette di darci precise indicazioni sulle patologie e i disturbi che possono affliggere l’asino e, anche, consolare le nostre afflizioni, spesso potendo sdrammatizzare rispetto a considerazioni catastrofiste e a più o meno diffuso atteggiamento interventista. Daniele Corsi ha salvato asini da inutili operazioni chirurgiche, ha asciugato lacrime di ingiustificate preoccupazioni, ha accompagnato umani amici dell’asino all’aiuto dell’animale sempre tenendo conto innanzitutto delle risorse che quest’ultimo ha in sé, e quando necessario ha curato cercando di stare sempre in linea con quanto Natura insegna e fornisce. Proponiamo qui, da oggi, a puntate, quanto ha da dirci sulla laminite, stupendoci sin dalle prime righe.

Ecco a voi:

Se vi dicessi che il 30% dei vostri cavalli al pascolo, il 50% dei vostri asini e il 90% di tutti quei poveri asinelli mascotte “secchio dell’umido” nelle fattorie ha la laminite? Probabilmente mi dareste del pazzo e, nell’ottica in cui si ragiona da un pezzo, non avreste neanche torto.

Ma quanto mi dareste del pazzo da uno a dieci? Il problema sta tutto lì: nel grado di pazzia. Del resto io potrei offendermi poco, molto, fino ad arrivare a serbarvi rancore per sempre. Con la laminite è la stessa cosa; esiste a diversi livelli. Il problema è che gran parte di quei veterinari che non amano aggiornarsi la riconosce solo quando è ad uno stadio piuttosto avanzato, cioè quando è in fase acuta. Da qui la credenza che un asino o un cavallo con la laminite sia quasi sempre spacciato.

Cominciamo allora a parlare, come suggerisce il suffisso “ite” di “infiammazione delle lamine”, che possono essere, appunto, più o meno infiammate. In quest’ottica potremmo registrare una “sofferenza laminare” che può partire da un grado molto basso fino ad arrivare ad una fase acuta con dolore e rischio di sfondamento, dove per “sfondamento” si intende la pressione della terza falange, situata all’interno dello zoccolo, sulla suola, fino a bucarla. Qui c’è una duplice notizia, brutta e bella allo stesso momento: da una parte la laminite si manifesta molto più di frequente di quanto si pensi, dall’altra la si può facilmente prendere per tempo nella sua fase iniziale, ovvero quando la sofferenza laminare è minima (perché le lamine hanno appena cominciato ad infiammarsi), scongiurando in tal modo gli effetti devastanti che l’hanno resa la temibile patologia che tutti “conosciamo”.

Nel prossimo capitolo vedremo da cosa è provocata e come si fa a riconoscerla per tempo. Forse.