Lupi, orsi, leoni, rami e pietre. E un asino delicato e soave. I quadri di Marzio Tamer.

asino di tamer

Ciò che attira Tamer verso l’asino è “la sua natura semplice e sottomessa. Animale umile così vicino all’uomo. Ma anche caparbio e utile”. È questo il pensiero dell’artista veneto ma milanese d’adozione che presenta in questo periodo le sue splendide tele in una mostra al Museo di Storia naturale di Milano, aperta fino al 7 gennaio, ad accesso gratuito. Dicono di lui e della sua scelta di ritrarre l’asino nel superlativo dipinto che proponiamo: che sia un “animale non nobile e per questo non scontato quali sono spesso i protagonisti della sua pittura, sempre originale e al di sopra delle tendenze”. Sappiamo bene della mancata nobiltà conferita all’asino, e siamo pertanto sempre ben lieti di trovarlo innalzato sul piedistallo, in questo caso perché amato dagli occhi di un pittore che ci restituisce un’immagine poetica e struggente, più viva del vivo, come è per gli altri animali ritratti (molti i lupi) e gli incantevoli paesaggi.

Manifesto Tamer

Al lupo è anche dedicato il significativo breve documentario “The Promise”, proposto all’interno della mostra e realizzato da Gabriele Salvatores su commissione di Almo Nature per la campagna di salvaguardia dell’animale.

60 opere tra acquerelli, tempere e olii, la sua mostra più vasta, per la prima volta ospitata da un’istituzione pubblica in Lombardia. Opere di cui è stato detto che siano “sottilmente enigmatiche”: definizione perfetta, che riporta a quel mistero affascinante che rimane sempre all’uomo che guardi la natura con rispetto,  desiderio e umiltà. Forse lo stesso stato d’animo che Marzio Tamer prova nel preparare con le proprie mani gli olii, fatti di pigmenti e uovo, come il visitatore può ammirare nel video in ingresso.

26 ritratti di animali, 7 paesaggi immaginati nella Pianura Padana e sorprendentemente reali, 12 alberi dai tronchi nodosi o con fronde toccate dalla luce, 11 quadri dove sono protagonisti la pietra, il sasso, la roccia.

orso tamer

Com’è intuibile, per arrivare alla realizzazione di quadri che, così verosimili, stimolano in chi guarda l’attivazione di tutti i sensi, Marzio Tamer – che lavora in uno studio perfettamente ordinato e in assoluta concentrazione – dedica un tempo lunghissimo al suo lavoro. E ci permettiamo di vedere in questo un tratto d’asino, l’insegnamento a voi tutti ben noto sul “prendersi il tempo necessario”. Tempo che è anche quello del fruitore dell’opera che, catturato nella natura, sente il bisogno di restare lì, con gli occhi e anche con il tatto, poiché sembra di sentire il soffice (o ispido) e caldo pelo, o l’aria che avvolge l’albero, o l’umida freschezza del filo d’erba.

paesaggio tamer

Non c’è l’uomo, nei suoi quadri, eppure mentre lo guardi ti senti protagonista, in un senso di appartenenza al mondo che condividiamo. Sai di vivere lì, insieme al leone, o al cinghiale. Insieme, non sopra.

 

Marzio Tamer, nato a Schio nel 1964, si forma a Milano, dove vive e lavora. Inizia la sua carriera professionale alla fine degli anni ’80, da autodidatta, e sin da allora è rappresentato dalla galleria Salamon. Oggi padroneggia tre diverse tecniche: la tempera all’uovo, l’acquerello e l’olio. Tamer esordisce alla fine degli anni ’80, quando presenta un dipinto all’acrilico in un concorso di pittura naturalistica indetto dalla rivista Airone. In quella occasione entra in contatto con Harry Salamon -gallerista e ornitologo- che suggerisce al pittore di sperimentare la tempera all’uovo, tecnica di cui s’impadronisce rapidamente tanto che diverrà il suo mezzo elettivo. Debutta nel 1994, nella galleria milanese di Lorenza e Matteo Salamon, e vende tutte le opere in catalogo. Da quel momento pubblico e critica ammirano lo stile inedito di Marzio Tamer e sono incantati dalla poesia che caratterizza ogni sua opera. La produzione di Tamer è molto limitata perché la sua è una pittura attenta e minuziosa che necessita di tempo. Marzio è ossessionato dall’originalità: ogni dipinto deve raccontare sensazioni e atmosfere ogni volta diverse, con una creatività che non può esprimersi nella fretta. Lavora alacremente e realizza opere sufficienti per organizzare numerose esposizioni, la più significativa delle quali si tiene a Londra, nel 2000, dal noto gallerista Patrick Matthiesen, con il patrocinio del WWF mondiale. A Londra viene notato da collezionisti raffinati, fra i quali Lord Jakob Rothschild, e dal critico statunitense Timothy Standring, che da questo momento lo sostiene e promuove in America. Nei primi anni 2000, spinto dal desiderio di cimentarsi con altri mezzi tecnici che gli permettano un linguaggio più immediato, Tamer estende la sua produzione all’acquerello, che usa con pennelli appena umidi e carichi di pigmento, tecnica detta dry brush.

 

MARZIO TAMER

PITTORE PER NATURA

5.10.2017 7.01.2018 MUSEO DI STORIA NATURALE DI MILANO

corso Venezia 55 – M1 Palestro da martedì a domenica ore 9.00-17.30 (ultimo ingresso ore 17.00) www.comune.milano.it/ museostorianaturale