La Bohème con asino e cavallo. Alla Scala di Milano protesta animalista

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Il nome è da combattenti, da femmine incazzate. Ed è così per le Iene Vegane, che ieri sera davanti alla Scala di Milano hanno protestato per l’utilizzo, in scena, di un asino e un cavallo, sul palcoscenico della Bohème di Puccini.

Abbiamo parlato con Alessandra Di Lenge, loro portavoce, che vedete in foto qui sopra con il megafono e che potete ascoltare in questo video che riporta circa 5 minuti della protesta:

https://www.youtube.com/watch?v=vEQUa1cspTI&feature=youtu.be

Alessandra e un gruppo di circa altri 25 animalisti con lei, due dei quali simbolicamente trainati coi polsi legati, verso le sette e un quarto si sono presentati davanti al teatro, spiegando le ragioni per le quali si ritiene che – benché vi sia stato l’ok dei veterinari sentiti dal Comune e forse, data la legislazione vigente, senza contravvenire ad una legge scritta – si possa parlare di fatto di maltrattamento.

Le persone in attesa di entrare si sono mostrate attente, hanno ascoltato e tollerato senza ribellioni il lieve ritardo di qualche minuto dell’apertura delle porte. Un esponente delle forze dell’ordine si è avvicinato ad Alessandra di Lenge dicendo, in sincera buona fede, “Ma gli animali sono tranquilli!”. La sua espressione – ci riferisce lei – si è rabbuiata quando gli è stato spiegato che per costringere equidi – che per lo più si spaventano per i rumori, che godono di un udito eccellente e che si stressano in quelle condizioni fuori natura – è molto probabile che vi sia stata coercizione. La protesta pacifica si è spostata poi davanti a Palazzo Marino per consentire l’apertura delle porte, ed è andata avanti sino alle 20 circa. Il tempo necessario a ricordare le ragioni di quell’asino e quel cavallo, certamente “fatti per vivere liberi al pascolo e non di fianco a 130 coristi la cui voce, per noi meravigliosa, è per gli animali solo un brutto e fastidioso rumore”.

Oltre al tempo trascorso, fermi, sul palco, c’è da considerare quello che devono passare, durante le prove e le repliche (che si protrarranno fino al 14 luglio) in attesa di andare in scena: molti i dubbi sulle condizioni che possano garantire un giusto stato di benessere.

Naturalmente questa è la posizione di Iene Vegane, che accusano Comune e Teatro.

Dove andranno – si chiedono e ci chiediamo anche noi – gli animali dopo lo spettacolo? Dove e in quali condizioni attendono l’entrata in scena? Come vengono trasportati e che viaggio devono fare ogni giorno?

Avremmo voluto una risposta da parte del Teatro alla Scala. Ma ci è stata negata. L’ufficio stampa, interpellato sin da questa mattina, ha poco fa risposto, via mail, che “non ritengono di aver commenti da fare”.

Peccato, perché così ci rimangono i dubbi. Anzi, diciamo che ‘sti dubbi quasi quasi crescono, se ci è rifiutato di sapere.

Invitiamo tutti gli interessati – e da questo spazio, particolarmente,  gli asinari dubbiosi- a divulgare questa notizia, e a chiedere almeno una risposta a queste domande, a chiedere che sia favorito l’accesso alle informazioni sulla cura di queste due bestiole da parte di chi le ha in custodia e le utilizza per la Bohème, indiscusso capolavoro.

Ma per favore, così come hanno fatto le Iene Vegane, usiamo toni civili. Lo diciamo preventivamente, perché questi temi spesso portano parole sconvenienti. E su una cosa restiamo fermi e certi: non si combatte il male con il male. Mica ci siamo scelti per nulla gli asini come maestri.