LA CA’ DI ASU e LA CASCINA DI CAROLA. Intervista a Sonia Daghetta

 

per post sonia

[Da sinistra: Luppolo, Zenzero, Susy e Stella]

Riprendiamo il magico viaggio che ci sta permettendo di costruire una mappa dei luoghi in cui in Italia (ma presto andremo anche all’estero…) si lavora insieme agli asini, e delle persone che – come tutti noi – li amano e traggono beneficio dal rapporto con questi splendidi animali, condividendo – per lavoro o in forma di volontariato – l’esperienza con chi desidera avvicinarsi al mondo ragliante.

Protagonista di oggi è Sonia Daghetta e le due realtà presso le quali opera: La Cascina di Carola di Robbio (Pavia) e La Ca’ di Asu di Olengo (Novara).

Sonia è nata nel 1976 a Novara e dopo aver compiuto studi umanistici si è dedicata all’etologia, seguendo corsi di formazione in attività di mediazione con l’asino fino a diventare Tecnico Someggiato C.O.N.I.

foto daghetta e luna

[Sonia Daghetta con Luna, 10 mesi, ultima nata a La Ca’ di Asu]

Le chiediamo di raccontarci la sua storia, e dove è arrivata sino ad ora insieme ai suoi asinelli:

“Ho sempre adorato tutti gli animali e fin da piccola ho provato una forte simpatia per gli asini. Ma il colpo di fulmine vero e proprio è scoccato alla mia prima visita al Rifugio degli Asinelli di Sala Biellese in occasione di un grooming day. In quel momento ho capito finalmente di avere anch’io una vocazione nella vita: lavorare con gli asini; ho quindi iniziato a studiarne l’etologia, innamorandomi sempre di più. Dopo aver frequentato un corso di primo approccio all’asino organizzato dal Rifugio, avvertivo fortemente la necessità di possederne almeno uno, ma purtroppo non ho uno spazio adeguato. L’occasione si è presentata quando Carola Ghezzi, titolare della fattoria didattica e maneggio La cascina di Carola a Robbio Lomellina, mi ha proposto di adottare un’asinella e di tenerla presso la sua struttura. Il mio sogno è diventato realtà con l’arrivo di Stella, asina di circa vent’anni, particolarmente testarda e cocciuta. Per imparare a gestirla ho preso lezioni di doma dolce prima presso la stessa fattoria, e poi con la bravissima Lisa Mabilia a Asino Felice di Rondissone (TO).

L’anno della svolta decisiva è stato il 2015: ho preso parte ad un altro corso, più incentrato sulle terapie assistite con l’asino presso l’associazione Fantasinando di Abbiategrasso (Mi); ho iniziato a collaborare con La Ca’ di Asu di Olengo (NO), prima come volontaria e poi come operatrice e responsabile della cura dei sette asini; ho preso il brevetto di Tecnico Someggiato, titolo riconosciuto dal CONI; ma soprattutto la mia famiglia “asinina” ha acquisito due nuovi membri: a maggio è arrivato Luppolo, castrone di quattro anni, curioso e intelligente, e a settembre Zenzero, piccolo castrone di tre anni, timido e coccolone.

Presso La cascina di Carola gestisco il progetto “Un, due, tre Stella”, che coinvolge i miei tre asini in attività assistite, educative e ludiche principalmente con i bambini.

A La Ca’ di Asu lavoro con bambini e adulti disabili o disagiati, ma organizziamo anche grooming e passeggiate in campagna in compagnia degli asini”.

Tutti noi sappiamo quanto sia coinvolgente anche per un operatore questo tipo di attività, e quanto la compagnia di un asino modifichi le nostre vite. Chiediamo a Sonia una testimonianza anche su questi aspetti.  La risposta parte sui toni professional  e finisce – ma come stupirsene? – dove finiamo tutti: in un abbraccio pieno di affetto. Ma ascoltiamo le sue parole:

“Il rapporto con gli asini mi fa stare bene e mi aiuta a fortificare il mio carattere: con gli asini bisogna essere concentrati, emanare un’energia positiva e cercare di non perdere la calma. È molto emozionante vedere i progressi che l’animale compie man mano che gli si insegna qualcosa di nuovo. Ma l’attività che preferisco è coccolarli e a volte non resisto all’istinto di abbracciarli e riempirli di baci!!”

E ora, cari lettori,  provate ad anagrammare il suo nome di battesimo… trovata la bella sorpresa? Il destino di Sonia era già scritto alla nascita!