LA CARTA ETICA DEI DIRITTI DELL’ASINO

occhio

Nel corso dell’intervista a Luca Gianotti, pubblicata pochi giorni fa nella sezione “Camminare con gli asini”, si faceva riferimento a un documento molto speciale, prezioso per gli animali che tutti noi amiamo, prezioso per noi: la Carta etica dei diritti dell’asino. L’ha scritta anni fa Massimo Montanari, che tutti i lettori di Asiniùs (e prima ancora gli amanti del cammino con l’asino) ben conoscono. E’ un documento  essenziale, per chi desidera finalmente restituire all’asino tutta la dignità che troppo spesso gli è stata levata, e per segnare i punti fermi, imprescindibili, in materia di tutela del suo benessere psicofisico. Ma è anche un tale commovente atto d’amore che in certe sue parti diventa poesia da leggere piano. Eccola per tutti voi, in versione integrale:

 

CARTA ETICA DEI DIRITTI DELL’ASINO

L’oggetto della presente carta è stabilire le modalità di una corretta relazione fra uomo e asino, preservando il valore storico, sociale ed economico della domesticazione dell’animale e la espressione etologica dell’asino. Diritto ad un utilizzo corretto e rispettoso L’asino è stato storicamente in rapporto domestico con l’uomo. Questa combinazione ha rappresentato uno dei fattori che hanno determinato lo sviluppo economico dell’umanità, ma talora ha rappresentato una forma di bieco sfruttamento delle sue doti di adattamento alla fatica e di sopportazione. E’ necessario promuovere un rapporto eticamente compatibile con l’asino.

1.1) L’asino ha diritto a vivere una vita in armonia con le proprie caratteristiche. L’uso dell’asino ad ausilio delle attività umane deve essere inteso come scambio equo, senza prevaricazioni dell’uomo, compatibile con i ritmi, le attitudini, la prestanza fisica dell’animale. Una lunga storia di studi ed osservazioni ha codificato parametri di utilizzo coerenti alla tutela del benessere dell’animale stesso.

1.2) Nel cammino, l’andatura deve essere naturale, mai forzata, e rispettosa della lentezza tipica dell’asino. Egli può essere sollecitato in modo leggero con le mani, con la corda di guida e con incitamenti vocali, non ricorrendo in alcun caso alle percosse.

1.3) Nelle attività di carico a basto, occorre valutare la fisicità dell’asino. Nei soggetti maturi ed ancora giovani il rapporto peso del carico – peso dell’animale non deve comunque superare un terzo. Nel caso di percorsi e trekking in montagna con dislivelli che superano i 300 mt complessivi (salita e discesa) e oltre le tre ore di cammino, occorre ridurre ad un quarto il rapporto tra peso del carico e peso dell’animale. Lo stesso discorso di riduzione si applica a soggetti che abbiano già superato i 15 anni di età.

1.4) Nel carico del materiale bisogna tenere presente oltre al peso anche all’ingombro, per cui il carico non deve impedire la visuale all’animale.

1.5) Nelle attività di lavoro con basto occorre assicurarsi della corretta montatura del basto, del carico e della compatibilità degli attrezzi di lavoro al fine di evitare danni al corpo dell’animale. Non possono essere caricati sull’asino materiali pericolosi o nocivi alla salute degli esseri viventi.

1.6) Nel corso delle attività di trekking o di lavoro con animali carichi è necessario far riposare l’animale con soste ripetute e almeno ogni ora di cammino. Ogni tre ore è necessario scaricare l’asino dal carico e dal basto.

1.7) Nelle attività di trekking è necessario tenere presente la morfologia del territorio ed evitare sentieri pericolosi, itinerari esposti, terreni ghiaiosi e scivolosi e qualsiasi situazione metta a repentaglio la sicurezza dell’animale evitando di conseguenza tutti gli itinerari classificati come (EE escursionistico per esperti) e (EEA escursionistico per esperti/ alpinistico) nella tabella di classificazione CAI (Club Alpino Italiano).

1.8) Nelle attività di lavoro a traino l’asino deve avere beneficiato di un corretto addestramento preliminare. Il conduttore deve usare un mezzo al traino in buone condizioni di scorrevolezza ed in tal modo mettere un animale maturo e giovane nelle condizioni di trainare come peso massimo tre volte il proprio peso.

1.9) Il conduttore deve scegliere con accuratezza il “rotabile” che potrà essere a due o quattro ruote ed eventualmente trainato da un solo animale o da una pariglia affiancata od a tandem. Nel caso di uso a pariglia o tandem l’addestramento deve essere più accurato, scegliendo soggetti con un buon affiatamento e di simili proporzioni.

1.10) Il conduttore deve evitare le forti pendenze e nei tratti con pendenze più accentuate occorre procedere al passo. Nelle discese é necessario usare un rotabile con buoni freni, evitando di impiegare carichi elevati che potrebbero sospingere l’asino a terra.

1.11) La conduzione al traino comporta necessariamente l’uso della frusta, che non deve essere mai usata per punire o picchiare l’asino. La frusta deve servire unicamente come aiuto di comando e viene usata facendola schioccare in aria o toccando in modo leggero l’asino.

1.12) L’utilizzo dell’asino nelle attività sportive e di animazione deve essere improntato all’esclusione di ogni forma di violenza, fisica e psicologica. Nessuna forma di stress e di condizionamento indotto deve essere applicato; nessun additivo alimentare o droga può essere somministrata; nessun pungolo o percossa fisica può essere inferta all’animale. Il conduttore inoltre non deve spingere l’animale in situazioni pericolose od anche ridicole o imbarazzanti. I luoghi per le attività debbono rispettare le esigenze dell’animale. Ogni degenerazione deve essere bandita.

1.13) Nella produzione del latte, l’allevatore deve evitare una alimentazione forzata per ottenere rese superiori alla normale attitudine ed evitare ogni forma di costrizione dell’animale che disattenda i punti 1-2-3 della presente carta.

2 – Diritto alla salute

L’asino è idoneo a vivere anche allo stato brado, ma nella interrelazione con il genere umano ( per affezione, per lavoro, per escursionismo e per ogni altro impiego) e nei diversi climi deve necessariamente essere governato nel rispetto del suo benessere.

3 – Diritto al ricovero

3.1) Poiché l’asino necessita di ambienti arieggiati, ma protetti dal vento, l’allevatore deve offrire un ricovero fisso, costruito in modo da creare un ambiente riparato e libero, possibilmente con almeno tre lati coperti più la tettoia.

3.2) Lo spazio minimo di tali strutture coperte deve essere di 10 mq ogni asino. Il fondo di calpestio della struttura di ricovero deve essere facilmente pulibile.

3.3) L’allevatore deve provvedere ad una pulizia totale della struttura di ricovero almeno una volta alla settimana e nei periodi di pioggia o neve la struttura deve essere pulita quante volte è necessario per evitare formazione di pozze di fanghiglia che possono danneggiare l’animale per le conseguenze che comportano.

3.4) Oltre alla struttura di riparo, l’asino deve poter disporre di uno spazio esterno recintato dove possa camminare e correre in libertà.

3.5) I recinti e le strutture devono essere di materiale che non possa provocare danni all’animale, evitando l’utilizzo di soluzioni che rappresentino un rischio di ferite o di infezioni.

3.6) L’asino non può essere tenuto abitualmente “in posta”, ovvero legato, deve potersi muovere liberamente, sdraiarsi e rotolarsi.

3.7)Nel periodo estivo nei ricoveri si deve provvedere ad adottare sistemi difensivi contro mosche,tafani e zanzare e altri insetti dannosi per l’asino e per l’uomo.

4 – Diritto al cibo

L’asino è un animale frugale e al contempo adattabile a molte situazioni alimentari. Ciò non toglie che l’asino ha diritto ad avere sempre cibo a disposizione per alimentarsi secondo le proprie necessità.

4.1) L’allevatore deve garantire: a) cibo quotidiano ben disponibile se l’animale è allevato in stalla o in spazi contenuti; b) sufficiente quantità di cibi naturali in pieno campo nel caso di allevamento libero.

4.2) L’alimento deve essere vario per consentire l’apporto di tutte le componenti atte ad una crescita e sostentamento equilibrato. Deve essere di buona qualità, senza muffe, spore ed altri agenti patogeni che si insediano sui fieni ed altri cibi.

4.3) Nel caso di malattie o carenze, l’allevatore deve fornire gli integratori alimentari atti a compensare i fabbisogni.

4.4) L’allevatore deve evitare gli eccessi da ipernutrizione, controllando l’alimentazione nel suo insieme. Nei casi di sovrappeso dovuto a eccessivo consumo di alimenti deve provvedere ad un controllo quotidiano che permetta una regimazione della dieta.

5 Diritto all’acqua

Nonostante la sua origine da luoghi aridi e la sua resistenza alla sete, l’asino ha la necessità di bere acqua pulita tutti i giorni

5.1) L’allevatore deve fornire un facile approvvigionamento di acqua limpida e potabile, con sistematico ricambio.

5.2) In ogni situazione, l’acqua non può stagnare più di 24 ore ed i contenitori devono essere puliti e senza flora acquatica.

5.3) Nel corso di attività con l’asino, il conduttore deve provvedere a soste per l’abbeveraggio, a seconda della temperatura e dell’attività fisica praticata.

6 – Diritto ad una considerazione “sociale”

Nella sua millenaria storia a fianco dell’uomo l’asino è stato protagonista della crescita dell’economia e dello sviluppo delle civiltà. Spesso è stato ripagato da concezioni sbagliate e di comodo. Ne è nata una propensione al dileggio e all’insulto che oggi è anacronistica nell’ottica di affettività che l’animale sa trasmettere.

6.1) L’asino deve essere rispettato per la sua indole buona, socievole e tranquilla, per il suo carattere deciso e guardingo e per tutti i lati caratteriali del suo comportamento sociale.

6.2) L’asino non deve essere insultato e/o paragonato a particolarità negative della organizzazione sociale e culturale umana. I suoi lati caratteriali non devono essere motivo per appellativi tendenziosi o travisanti.

6.3) Le attività di animazione debbono tenere conto della natura spontanea dell’animale che corre solo se minacciato e questo può avvenire solamente laddove gli asini vivono al puro stato selvatico.

6.4) Le attività di animazione devono essere un momento di conoscenza con l’animale, di mediazione fra genere umano ed animale. I partecipanti interagiscono con l’animale creando empatia e non dileggio.

6.5) La valorizzazione e la conoscenza dell’asino si ottiene attraverso attività di educazione e sensibilizzazione. Nelle attività di spettacolo l’asino non è “l’artista”, ma un fattore di cultura e di conoscenza del regno animale. L’utilizzo dell’asino nelle attività sportive e di intrattenimento (palii, attività ludiche, ecc.) deve assolutamente garantire la sua incolumità fisica e la sua integrità zoologica nella “lettura” culturale che ne fa l’uomo.

7 – Diritto a viaggiare

Può essere necessario trasportare gli asini mediante appositi automezzi. Durante gli spostamenti l’asino deve ricevere particolare attenzione alla sua sicurezza fisica.

7.1) Il conduttore del mezzo di trasferimento dell’animale deve praticare un viaggio dolce e senza traumi. Nei lunghi percorsi devono essere previste alcune soste per evitare uno stress eccessivo agli animali.

7.2) Il conduttore deve manutenere periodicamente il mezzo, provvedere alla pulizia e renderlo efficace facendosi carico di tutte le accortezze e migliorie che possono servire ad una confortevole permanenza dell’animale durante il trasporto.

7.3) I mezzi di trasporto non devono contenere parti pericolose, sporgenti o oggetti contundenti.

7.4) Il conduttore deve guidare in modo corretto per evitare frenante improvvise e spostamenti repentini, tragitti eccessivamente tortuosi. Nelle curve è necessaria la massima prudenza.

7.5) Il viaggio deve essere ritenuto possibile per l’animale solamente in condizioni fisiche ottimali e in condizioni ambientali e climatiche che permettano un viaggio confortevole.

8 – Diritto a essere asino

Per quello che l’asino ha rappresentato nei secoli occorre una presa di coscienza che doni all’animale, anche nell’immaginario individuale e collettivo, il prestigio di essere se stesso.