LA TRIBÙ DEGLI ZOCCOLI. Intervista a Valeria di Bisceglie

 

di_bisceglie-1

Quando e come è nata l’idea di stare e lavorare con gli asini?

Non avevo nessuna idea di lavorare o stare con gli asini. È nato tutto conoscendo questo animale. In realtà è andata così… qualche anno fa io, mio marito e le mie prime due figlie ci siamo trasferiti nella cascina che abbiamo ristrutturato e che aveva annesso un enorme e bellissimo appezzamento di terra. Avevo voglia della compagnia di un animale e prima ancora di traslocare adottammo Pluto, un cane bastardino di piccola taglia. Anche lui, come noi, ha beneficiato del trasferimento da una zona cittadina all’aperta campagna. Arrivata qui, sentivo che il mio “bisogno di animali” era incompleto, scherzando dissi a mio marito che mi sarebbe piaciuto avere un asino… lui senza troppe storie disse che andava bene. Così iniziai ad interessarmi su come prendersi cura dell’asino e dove poterlo acquistare, e dopo qualche mese si unirono a noi Tina e Willy. Madre e figlio, di piccola taglia, arrivavano da una fattoria didattica del milanese, erano già abituati a stare con i bambini, con l’uomo, a condividere lo spazio con il loro branco.
Si instaurò subito un bel rapporto, sia con noi che con i bambini. A volte però mi sentivo inadeguata così decisi di seguire un corso di formazione approfondito.
Conobbi La Città Degli Asini, rimasi affascinata. In contemporanea mi affacciavo al mondo dell’agricoltura biologica e anche lì seguii dei corsi di formazione presso la Scuola Agraria del Parco di Monza. Studiando orto terapia e osservando Tina e Willy pensai che sarebbe stato bello unire queste mie due realtà. Effettivamente già in passato agricoltura ed asini viaggiavano insieme a braccetto, seppur con una consapevolezza e un’attenzione diversa.
Volevo qualcosa in più, mi fermai e mi guardai dentro.
Il mio istinto materno e le mie dote di saper stare con i bambini o a servizio degli altri erano un pass fondamentale.
Ripresi i corsi alla Città Degli Asini. Iniziai a far rete sul territorio.
Qui tutto ebbe inizio.

Raccontaci quali sono le attività che proponete oggi.

Oggi alla Tribù Degli Zoccoli, che viene ospitata dall’azienda agricola Le Stradine di Magenta, si organizzano diverse attività per bambini e ragazzi: campus estivi, laboratori esperienziali, spazi di gioco e socializzazione. La nostra attenzione è sempre rivolta all’ambiente che ci circonda, anche perché siamo nel cuore del Parco del Ticino e questa ricchezza naturalistica non vogliamo sprecarla. Oggi non sono più da sola, ma sono circondata da uno staff eccellente che conta al suo interno operatori specializzati e con diverse esperienze, sia in campo dell’educazione, che della scuola, che della disabilità. Si cerca, unendo le forze, di dare una risposta ai bisogni familiari , sia a coloro che hanno fragilità, sia a chi cerca uno luogo sereno e con stimoli che partono dalla Terra, dalla Natura, dalla voglia di stare all’Aria Aperta.

Quali sono state le eventuali difficoltà e come le avete superate?

Inizialmente la difficoltà maggiore è stata quella di sentirsi insicuri, inadeguati, la paura di intraprendere una strada “nuova”: una sorta di lancio nel vuoto… Poi pian piano mi è sembrato che ogni tessera del puzzle che stavo componendo prendesse il giusto posto.
Ho trovato difficoltoso anche trovare la giusta equipe, gente valida che crede nel tuo progetto, lo condivide, lo amplia, lo plasma sull’esigenza territoriale o dell’utenza… non è facile, ma crederci, rimboccarsi le maniche ed essere circondata da persone che hanno fiducia in te, AIUTA MOLTO!

Dal punto di vista del tuo percorso personale cosa puoi raccontarci? Cosa è cambiato in te e nella tua vita da quando gli asini ti accompagnano?

Da quando ho deciso che quello che volevo era un’altra cosa, che poi è quella che ancora oggi pian piano stiamo costruendo, beh è cambiato tutto…
Basti pensare che prima mi occupavo di informatica e software. Oggi di agricoltura biologica, ortodidattica e asini. Oggi se non resto all’aria aperta mi manca la terra sotto i piedi, mi sento soffocare. Ho imparato a “distendere” i tempi, come i cicli naturali, ogni frutto ha il suo tempo di semina e di raccolta.
Sto imparando a respirare come l’asino, con calma, senza voler raggiungere un ottimo risultato subito.
Ho riscoperto la bellezza di perdersi in aperta campagna ed ammirarla, come quando ero bambina con mio nonno; oggi con un nuovo punto di vista, quello dell’asino.

Quando ho visto le domande dell’intervista, frettolosamente ho letto “Come è nata l’idea di VOLARE con gli asini?”. Ecco, da quando sto con gli asini è cambiato anche questo, a me pare di VOLARE. Ho una visione diversa, una voglia diversa, una modalità diversa di mettermi in gioco.

 

di_bisceglie-2