L’ASINO HA UN PASSO SINCERO. Quasi una poesia

 

x asino cammino massi

Cammina lento, cammina se necessario, in qualche modo avanza a modo suo.

Metafora dell’intercedere antico, l’asino frugale e attento ha il cammino nella sua Genesi.

Animale da deserto, animale “Drom” figlio di spostamenti da sempre.

Viaggiatore attento e scaltro.

Il riparo è il suo codice, e il riparo è il suo saper trovare casa e appartenenza.

Asino camminatore, viaggiatore dell’introverso mondo errante e dello zingaro musicante che è in noi.

Anche per questo ci innamoriamo dell’asino.

Per il suo essere vagabondo artistico, e assoluto padrone delle situazioni.

Molti si innamorano dell’asino in quanto esploratore degli spazi, alla ricerca della via dei canti come se Chatwin avesse seguito le sue orme.

Ha il passo sicuro di chi sa che il cammino è un passo nelle arterie della vita.

Ha il passo modesto perché la strada è degli umili, dei rivoluzionari del giorno per giorno, di chi sa che è sempre il momento giusto, del filo d’erba più nutriente.

Non cerca il bello, l’asino; cerca il buono, che è poi il necessario.

E’ parte del giardino dei giusti semmai nel paradiso degli animali dovesse esserci un’aiuola della memoria.

Indagatore di segmenti piccoli ma importanti, non lascia cose per strada perché la strada è la sua meta; ogni fosso è un mondo intero, ogni prato un’amaca del cibo.

Asino furbo che sopravvive alle esigenze elementari e non consuma se non è necessario. Saggezza degli antichi potremmo dire, di chi sa che nulla è al caso.

E’ un camminatore a pedale, come la bicicletta, sicura e tenace; le sue orecchie sono manubrio, il suo istinto la catena che porta avanti le ruote a zoccoli.

Asino amico di passi che se camminati al pari di lui diventano orme di saggezza.

Impariamo a essere osservatori se andiamo col suo intercedere.

Come ha bisogno l’uomo odierno dell’asino compagno di viaggi in altri mondi, in altri modi!

Bisogno di certezza fatta di gesti che nel suo infinito piccolo movimento hanno in sé una conoscenza di mille anni ancora di sguardi oltre le dune per scorgere le secche piante frullate al vento di quell’arida terra che è anche a volte l’animo umano.

Camminare a fianco di un asino è una lezione cosmica, un’esperienza che porta l’essere umano a ricollegare il cordone che unisce le radici di uomo terrestre alla verità della natura.

Perché cammina saggio, cammina con la limpida semplicità del sapere.

Asino viaggiante, itinere di un muoversi attento; scrutatore eccelso e buongustaio dei pascoli infiniti e di mete mai raggiunte da chi nella fretta perde il passo della semplicità.

 

Asino, che intercedi, che ondeggi tra cardi e frasche spinose e sai trovare anche nelle anguste pieghe di un probabile problema la soluzione migliore.

Quanta saggezza nei tuoi “de andreiani” passi uguali, nei tuoi ansimanti sospiri dalle narici coriacee e nei tuoi occhi guscio di noce dove si rispecchia in un profondo introverso spirito di pietra limpida la certezza.

Perché sei certezza caro asino amico, sei un gradino scavato per l’appoggio del mio passo nei tortuosi tornanti della salita che è la vita.

Ha il passo sincero l’asino.

Spesso l’uomo nell’invidia che nasce dal suo animo non ha capito il senso dell’asinità.

Ma l’asino è un cammino infinito; a saperlo leggere è il verso, la strofa di una sinfonia che può portarci a essere migliori, in un qualche modo possibilmente più asini.