NASCERE CON LE ORECCHIE LUNGHE

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Quale tema più appropriato, nel giorno d’esordio di questa rivista, di quello che riguarda la nascita?

Ci piace festeggiare così questo primo numero, pensando al puledro che si affaccia alla vita, a sua madre asina partoriente, agli adulti del branco che giocano il proprio ruolo. E, poiché scrutiamo nella vita di asini domestici, nostri conviventi, pensiamo anche agli umani che non senza preoccupazione seguono il momento  del parto, così estremamente toccante e con risvolti emotivi e psicologici di altissimo peso.

Ascoltiamo le parole di due donne, testimoni più volte della nascita di un puledro d’asino, alle quali abbiamo chiesto di esprimere le emozioni che hanno provato.

Eleonora Dalbosco, del Canto dell’Asino di Santa Cristina di Gubbio, ci racconta così la nascita di Otello:

“Al mattino, per prima cosa, faccio l’appello: “uno, due, tre… quattordici, ok ci sono tutti!” Poi osservo: è quasi una settimana che Clodin se ne sta fuori dal cerchio. Mentre il branco mangia svogliatamente l’erba estiva, lei rimane lì, ferma per ore in “stupore catatonico”.

Certo è questione di poco tempo, e lo sa.

Cara… ormai è diventata una grande palla e le sue zampe sembrano troppo fragili per sopportare un peso così gravoso.

Mi vede, viene verso di me camminando con prudenza. I brevi e ciondolanti passi sembra vogliano cullare dolcemente il suo piccolo. Mi avvicino, l’accarezzo e le sfioro la pancia.

Questa sera ha mangiato poco. Sui suoi capezzoli affiorano, vacillanti, preziose gocce;  tutto del suo comportamento mi dice che è per questa notte. Inutile rinchiuderla in stalla, già due anni fa le preparai un giaciglio invitante e al riparo, ma lei preferì stare all’aperto, assieme al suo branco e allo stesso tempo un po’ appartata.  Così, anche questa volta, rispetto il suo volere: “A domani dolce Clodin!”

La mattina seguente a passo veloce cerco il branco, eccolo: “uno, due, tre… dodici. Uno, due, tre… dodici! Ne mancano due: Clodin e Zefira”. Il mio sguardo corre verso la campagna, sì, le scorgo laggiù. Prendo decisa il sentiero e in loro prossimità rallento per non spaventarle. Sono tre! Zefira fa da vedetta, poco dopo c’è Clodin e un po’ più in là il suo piccolo. Per qualche minuto rimango lì, ferma e in silenzio: quanto è bello! E’ tutto nero, ancora bagnato e si regge incerto sulle sottili zampe!

Accarezzo Zefira che sembra attenda la parola d’ordine.  Passato il primo posto di blocco mi avvicino a Clodin e al puledrino. “Brava Clodin! Dai che tra poco avrai acqua e buon fieno. Mi fai toccare il tuo piccolo?” Il nuovo esserino mi guarda impaurito. La neo mamma dà un colpetto con il suo grande muso all’ancora fragile corpicino, solo ora senza timore il puledro mi si avvicina e si lascia accarezzare. Maschio, colore nero: lo chiameremo Otello!

E’ cominciata una nuova vita e per me una vita nuova. “Uno, due, tre… quindici!”

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Mentre Cinzia Dolci, dalla sua Asinoteca di Ornago (MB) ricorda:

“Iacopo, Matilde, Rudy, Penelope, Margherita, Eleonora e Gemma. Questi sono i nati in Fattoria didattica ASINOteca.

Parlare, scrivere di queste nascite mi emoziona… e dire che dovrei essere abituata all’evento di una nuova vita, sono figlia di allevatori di cani da Pastore tedesco ed il mio ruolo in allevamento è sempre stato quello dell’ “ostetrica”!

Il recinto dei miei asini è adiacente a quello dei bovini e quella sera di maggio durante il consueto saluto serale ai miei animali mi sono trovata disorientata e stupita nel vedere TUTTI i bovini e gli asini affacciati verso il recinto di Jolanda,  dolcissima asinella in attesa del suo primo puledro…

A terra accanto a lei si muoveva qualcosa, sembrava un cumulo di foglie mosse dal vento ma all’improvviso sbucarono due orecchie lunghe lunghe. Balzai all’interno del recinto, tolsi la mia felpa rossa e asciugai, abbracciai quel piccolissimo esserino! Le mucche, i vitelli, gli asini e la cavallina Sandy contemplavano silenziosamente con me l’arrivo di questo asinello tanto atteso: Jacopo.

L’emozione intensa, eccezionale e credevo senza eguali si è ripetuta ogni volta, ma la sorpresa più grande è che sin dai primissimi istanti intuisci che ognuno di loro è unico e irripetibile nello sguardo, nel modo di amarti, nel modo di porsi”.

Ma cosa sappiamo invece di quanto accade, dal punto di vista prettamente scientifico, dalla gravidanza al parto di un’asina?

Lo abbiamo chiesto al dr. Antonio Santaniello dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Medico Veterinario, PhD, Borsista di Ricerca CRIUV (Centro di Riferimento Regionale per l’Igiene Urbana Veterinaria), Settore Animal Assisted Therapy (Cod. AAT2014/05) Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali.

“L’asino domestico (Equus asinus, Linnaeus 1758) discende da stipiti selvatici nord-africani. La loro domesticazione è precedente a quella del cavallo e conta almeno 5000 anni.

L’asino è una specie poliestrale annuale, ossia la femmina va in calore ogni 20-40 giorni, con un estro o calore, ovvero periodo di recettività del maschio di circa 6-9 giorni, e l’ovulazione che si verifica 5-6 giorni prima della fine dell’estro. Nonostante questa caratteristica ancestrale, retaggio delle sue origini desertiche, l’asina presenta cicli estrali che si concentrano ed hanno una maggiore frequenza e regolarità dalla fine di febbraio a giugno, poiché legati al fotoperiodo positivo ossia all’aumento delle ore di luce che inizia proprio con il solstizio d’inverno (21-22 dicembre) e vede il suo picco con il solstizio d’estate (20-21 giugno). Tra le caratteristiche peculiari per riconoscere l’asina in calore c’è il masticare a vuoto, molto più visibile in presenza del maschio, il montare le altre femmine eventualmente presenti, frequente urinazione, sollevamento della coda, turgore dei genitali esterni.

Se l’accoppiamento è andato a buon fine, in seguito all’impianto uterino del prodotto della fecondazione, inizierà il periodo di gravidanza che nell’asina dura in media 362 giorni, ossia 12 mesi circa con variazioni legate alla razza, all’età, al clima e, talvolta, anche al sesso del puledro. Le gravidanze gemellari sono un evento molto raro e la sopravvivenza di entrambi i puledri lo è ancora di più.

Dal punto di vista clinico il parto dell’asina può essere distinto in tre fasi:

Dilatazione della cervice – L’animale appare irrequieto, si guarda i fianchi, si corica e divarica spesso gli arti. Si rileva l’aumento del tasso di estrogeni circolanti e della produzione della relaxina. Il tappo mucoso si fluidifica, con comparsa di iperemia ed edema del canale genitale esterno. Le contrazioni uterine sono regolari di tipo peristaltico ma non accompagnate da contrazioni addominali volontarie (doglie). Questa fase può durare 1-4 ore.

Espulsione del feto – In questa fase si ha il rilascio secondario e frequente dell’ossitocina, un ormone che fa aumentare notevolmente le contrazioni dell’utero. Dopo reiterate contrazioni, compare la borsa delle acque e dietro di essa gli zoccoli anteriori o posteriori del feto, quando la presentazione è normale (in tutti gli altri casi si parla di distocia). La distensione della cervice e della vagina da parte del feto è in grado di instaurare il riflesso di Ferguson che è responsabile delle contrazioni dei muscoli addominali (premiti) e della ulteriore liberazione di ossitocina. Una volta avvenuta la rottura spontanea delle borse e relativo spandimento del liquido amniotico lubrificante, le doglie si accentuano ed il feto viene alla luce con gli occhi aperti. Di solito il parto avviene in piedi e se non vi sono complicanze nella fase espulsiva si espleta nel giro di mezz’ora.

Espulsione della placenta – L’espulsione degli invogli fetali (placenta), processo noto anche come secondamento, deve avvenire al massimo entro 2-3 ore dal parto.

Il puledro alla nascita pesa circa 20 kg e, normalmente, dopo pochi minuti dalla nascita si gira in decubito sternale ed entro un’ora è in piedi e cerca la mammella. Tra i mammiferi la specie asinina dà alla luce una prole che viene definita precoce, ossia capace di provvedere a se stessa fin dalla nascita a differenza di altre specie come per esempio il cane che dà alla luce cuccioli sordi, ciechi e incapaci di camminare (prole inetta)”.

Bibliografia:

Maffeo G., Galli A., LA RIPRODUZIONE. In: Aguggini G, Beghelli V., Giulio L.F. FISIOLOGIA DEGLI ANIMALI DOMESTICI CON ELEMENTI DI ETOLOGIA. Utet Scienze Mediche , Edizione seconda 10/1998, Roma. Pp. 749-780.

Balasini D., ZOOTECNICA GENERALE. Edagricole, Prima Edizione 1987, Bologna. Pp 3-27.

Balasini D., ZOOTECNICA SPECIALE. Edagricole, Prima Edizione 1997, Bologna. Pp 207-270.

Jackson P.G.G., Manuale di OSTETRICIA VETERINARIA. Ed. italiana a cura di Stefano degli Innocenti. Nuovo Editoriale GRASSO, Prima edizione italiana 03/1999, Bologna. Pp. 83-105.