ESSENZIALMENTE ASINO

Definizioni di Asino:

“Mammifero dei Perissodattili, più piccolo del cavallo e con orecchie più lunghe, grigio e biancastro sul ventre con lunghi crini all’estremità della coda. (Equus Asinus)

(il nuovo Zingarelli)

Animale appartenente alla stessa famiglia dei cavalli ma che differisce da questi per alcune caratteristiche evolutive, anatomiche e comportamentali

(“Dizionario bilingue italiano-cavallo, cavallo-italiano” di Francesco De Giorgio, Valentina Mauriello, Ester Corvi, Sonda 2010)

Le definizioni nel tempo cambiano, si arricchiscono e diventano più mirate e precise. Ma chissà perché, nonostante le definizioni, molto spesso travisiamo ciò che è l’Asino al nostro fianco, attribuendogli caratteristiche che non gli appartengono.

Queste righe hanno l’umile desiderio di ricordare al lettore, all’appassionato, al professionista e a tutti insomma, che l’Asino è meraviglioso in quanto Asino. Non lasciamoci travolgere nella relazione con lui da sentimentalismi e inutili tentativi di umanizzazione.

Come ricordano le definizioni, l’Asino ha caratteristiche evolutive, anatomiche e comportamentali  – ed aggiungerei: emozionali – che se non riconosciute perdono il loro significato, la loro importanza, sperperando l’Essenza dell’Asino.

Gloria al lavoro 3È indiscusso ormai il potenziale della relazione con questo statuario animale, del benessere che si prova interagendo con lui. La lentezza, l’indipendenza, la costanza, la perseveranza, la semplicità e la risolutezza fanno di lui il compagno ideale per qualsiasi aspetto della nostra vita. Come animale domestico, da compagnia, da lavoro agricolo, da trekking, da collaboratore in interventi assistiti… insomma avere un Asino fa bene. Ci sono momenti, mentre lo si accarezza, in cui si ha la sensazione che il mondo circostante non esista, che tutto al di fuori di noi e del nostro compagno sia vuoto. Sono questi i momenti che io preferisco. Dove noi umani abbiamo gli occhi pallati e persi chissà dove, immersi in un sentire che non riconosciamo nemmeno, e lui, il nostro Asino che libero di esserlo si affida alle nostre mani, al nostro tocco, al nostro respiro. In quell’istante l’essenza umana e quella animale, nello specifico quella “asinina” si plasmano, si fondono  e iniziano a comunicare. Ma di un linguaggio ancestrale per entrambe le specie: nessuno cerca di sopraffare l’altra, di spingerla a comunicare come l’una o l’altra vuole. Questa è a mio avviso la ricchezza della relazione con gli animali. Quando le pance si fondono, i respiri si cullano vicendevolmente e non sono più i nostri occhi a vedere ma è la pelle che ci ricopre che ci mostra cosa c’è al di fuori di noi, quanto c’è da sentire! È nella spontaneità di un gesto che noi ci sorprendiamo, e questa spontaneità è un diritto di tutti, uomini e animali che siano.

Molti articoli arriveranno su questa rivista, proprio per permettere a tutti di conoscere totalmente il regno asinino: il mio compito, sin da quando ho iniziato a vivere con gli asini, è stato quello di ricordare alle persone, prima di tutto a me stessa, che se io ho ricevuto così tanto da questa convivenza, è perché mi sono aperta a ciò che essa portava. Inizialmente nell’incoscienza e nell’inconsapevolezza, con la promessa che dopo anni di appassionate ricerche avrei mantenuto la stessa ingenuità, la stessa apertura nell’osservarla, nel viverla.

L’Asino è meraviglioso, come qualsiasi altro animale, in quanto tale. Nella convivenza è certamente necessario trovare dei punti di accordo e conoscere chi è al nostro fianco. Ma la conoscenza non sarà mai reale se ancorata ai pregiudizi e alla nostra volontaria o meno mancata conoscenza di noi stessi.