ASINUS ASINUM FRICAT

 

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La ricerca, nel campo del collezionismo d’arte, porta spesso a curiosi rinvenimenti.
Tempo fa mi sono imbattuto in un bellissimo disegno a china raffigurante un bambino accanto ad un asino e ad una contadinella. Il disegno era firmato da un pittore milanese del tardo ottocento: Agostino Caironi (1820-1907).
L’opera di ottima fattura ricordava un’immagine già vista anche se risultava difficile collegarla ad un nome o ad un’altra opera in particolare.

Dopo uno studio sono riuscito a risalire al fatto che il disegno era una copia perfetta di un’incisione di Francesco Londonio (Milano 1723-1783).
L’incisione faceva parte di una raccolta di sei prove eseguite dal Londonio fra il 1760 ed il 1764.
Il soggetto veramente “originale” al quale Londonio si era ispirato era invece un dipinto contenuto nella collezione Borromeo all’Isola Bella.

Una sorta di gioco di incastri o meglio di “rimandi” tutti milanesi fra artisti di primissimo piano.
Se il Londonio era infatti un pittore di genere molto significativo nel 700, Caironi non era artista  di poca fama nell’800.
Allievo del Sabbatelli, Caironi diresse la Cattedra di figura a Brera.
Fra l’altro vinse numerosi riconoscimenti fra i quali quello dedicato all’opera dedicata al famosissimo imprenditore serico e mecenate Enrico Mylius (1769-1854).
Il disegno a china del Caironi copiato dal Londonio fu fatto probabilmente per scopi didattici: studi che si rifacevano ai maestri del passato.

La storia di queste copie è un curioso gioco di specchi dove l’originale e la copia si alternano sino a confondersi.
Il confronto ad inseguimento“fra artisti” ricorda la locuzione latina: asinus asinum fricat. Gli asini si sfregano fra loro…verrebbe da chiedersi: anche gli artisti?